INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Scurzon »

Gonares ha scritto: lun giu 06, 2022 2:53 pm Davvero incontro speciale questo. Il concetto di motodispersione é uscito rafforzato!
Oltre che in strada si é verificata pure la motocenadispersione :rollin :rollin
ciao Gonario,
grazie per il supporto di venerdi, quando mi son dovuto fermare per far sistemare la ruota :inchino:
sono davvero contento di averti potuto salutare al benzinaio, domenica alla nostra partenza da Cala Gonone, se non sono coincidenze queste!!
poi siamo arrivati ad Oristano, ospiti di Roberto, grande appassionato di sidecar Ural
se ho capito bene vi coscete, mi sbaglio? ;)
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Gonares »

Paolo mi ha ricordato che si tratta Roberto Solinas. Nel 2016 siamo stati assieme a Mandello. Paolo (Stryia) é la persona che era con me al benzinaio. Pensa che é della zona di Orstano, é suo vicino di casa e compagno di giri in moto. Il mondo é piccolo :D :D :D
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Vladimiro »

ARRIVATA LA PATCH DEL RADUNO... PIU' UNA A SORPRESA!
...la spilla è come paragone per la grandezza.
Consegnate a casa mia (sede di AG) invece che in Sardegna!😡😡😡🤬🤬🤬
Così ora toccherà rivederci... 😛 😛
Organizziamoci e facciamo un passamano con l'Anima, perchè noi valiamo! 😉

CONTROLLATE SE VI HO DATO IL POSTO GIUSTO PER IL "GRUPPO" DI CONSEGNA!
...e guardate anche chi conoscete per lo stesso motivo...

Di Schiena Francesco ANDRIA
Elena Gaffuri BERGAMO
Chioda Rolando BERGAMO
Ceroni vera BERGAMO
Laise Alessandra BERGAMO
Belotti Massimo BERGAMO
POLI GIOVANNI BERGAMO
MATTAVELLI LUIGI BERGAMO
FERRARI IVANO BERGAMO
Gardoni Luigi BERGAMO
Maurizio Pesenti BERGAMO
Agazzi Italo BERGAMO
BENEDETTI MAURIZIO CASTELLI
ZINFOLLINO LUCIA CASTELLI
Patrignani Fiorella CASTELLI
Benedetti Marco CASTELLI
De filippis Luca CASTELLI
Baitiakova Valentina CASTELLI
Dionisio De Anna CASTELLI
Silvia Restivo CASTELLI
Giovanni Zinfollino CASTELLI
Dario Benedetti CASTELLI
D'Aviero Walter FRANCAVILLA
Armellino Fiorella FRANCAVILLA
Erra Danilo GENOVA
Spadaccino Andrea IMOLA
Lorenzo Paolini L'AQUILA
Mariani Antonella LATINA
Malandrucco Umberto Maria LATINA
Foschini Francesca LATINA
Di Palma Matteo LATINA
Rossi Darina LATINA
Bottiglia Claudio LATINA
Gianluca Spaziani LATINA
Cannizzaro Antonio MILANO
Berrevoets Steven MILANO
Francinetti Ettore MILANO
Sala Mauro Giovanni MILANO
Francesco Amodeo MILANO
ALBERTINI GIACOMO MILANO
DAJMA PAOLA MILANO
BRUNI ANTONIO MILANO
Maruzzo Flaviano MILANO
Molteni Marcello MONZA
Di Serio Ciro NAPOLI
D'Anna Enza NAPOLI
Di Serio Christian NAPOLI
Braga Giuseppe PAVIA
cavuoti salvatore PERUGIA
ROMANO EMANUELA PESCARA
EVANGELISTA GIANLUCA PESCARA
Evangelista Aldo PESCARA
Marrone Massimo PESCARA
Vladimiro Corbari ROMA
Maria Grazia Palagi ROMA
Bizzarri Francesca ROMA
Goffredo Puccetti ROMA
Khavratova Alisa ROMA
Nicola Sabini ROMA
Massimo Petrucci ROMA
Donatella Tuliozzi ROMA
Scognamilgio Decio Massimo ROMA
Ricciardello Marcella ROMA
federica giardini ROMA
Renato Severo ROMA
Cavaliere Giuseppe ROMA
Roberto Faraglia ROMA
Tavoloni Maria ROMA
Prat Maurizio ROMA
patacchiola stefano ROMA
brienza elisabetta ROMA
Walter Germani ROMA
De Carolis Simone ROMA
Andrea Di Guardo ROMA
Migotto luca ROMA
Pizzone Serena ROMA
Stefano Annino ROMA
Massimo Giansante ROMA
Niccolò Giansante ROMA
Cesaroni Giovanni ROMA
Cornacchia Michele ROMA
Maurizio Bassotti ROMA
Quaglia Sabrina ROMA
Massimo Di Stasi ROMA
Marco Antonucci ROMA
CATTABRIGA Maria ROVIGO
GOVONI PIER LUIGI ROVIGO
Fresi Giovannella SARDEGNA
PEDDIS GIUSEPPE SARDEGNA
soriga alessandro SARDEGNA
Serra Gian Giacomo SARDEGNA
Biondi Sergio SARDEGNA
Nuvoli Andrea SARDEGNA
Sechi Giuseppe Salvatore SARDEGNA
Sechi Marco SARDEGNA
Alessandro Derudas SARDEGNA
Vanni Cossu SARDEGNA
Stefano Morittu SARDEGNA
Secchi Gianluca SARDEGNA
Degortes Pierpaolo SARDEGNA
Desole Silvia SARDEGNA
Russu Gabriela SARDEGNA
Antonietta Grazia Mura SARDEGNA
Zara Massimo SARDEGNA
Gonario Senes SARDEGNA
Pierpaolo Poddesu SARDEGNA
Zullino Francesco SICILIA
Mondelli Addolorata SICILIA
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fracasso rosanna VICENZA
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Minuzzo Alessandro VICENZA
Filippi Elisa VICENZA
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Vladimiro »

Maaa i report? Resoconti, racconti, spigolature, aneddoti?
Scrivete per l'amor di Guzzi sennò st'inverno che mi leggo?
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Vladimiro »

Mano e guanto.jpg
Leggenda e realtà
Chissà cosa si nasconde davvero nelle tante leggende che sentiamo, quanto c'è di vero e quanto viene, magari, gonfiato passando di bocca in bocca. Quanto viene gonfiato di proposito e quanto è frutto di un esgerazione in buona fede, magari solo per rendere più interessante la storia.
Ecco quello che ho "combinato" io... prima che la leggenda si gonfi troppo.

LA LEGGENDA.

La Desulo Fonni è una strada tra le tante davvero fantastiche del centro della Sardegna da "vivere" in moto. Curve a ripetizione da non riuscire a riprendere fiato e che invogliano ad una guida "allegra". Chi c'è stato lo sa, per tutti gli altri diciamo che il paradiso della moto esiste ed è in Sardegna.
Mi trovo in testa a condurre un gruppetto di facinorosi vecchietti (sono il vecchietto più giovane) e ci divertiamo un mondo. Le nostre non sono moto ultrapotenti, alcune hanno parecchi anni ma, al contrario di quanto si legge e si vocifera, è il connubbio uomo/moto che fa la differenza sul misto stretto, dove le doti di guida si esaltano e avere troppo "motore" complica non poco le cose.
Sarà stato per il lungo periodo di fermo, dovuto al Covid, sarà stata la gioia di ripoter condividere con vecchi amici tanto spettacolo di strada che il "passo" si fa sempre più veloce mentre la sensazione di "sicurezza" cresce ad ogni entrata in curva. Cazzo, ci sto riprendendo la mano!
Uno dei rari rettilinei e sento il vento di una "cosa" che mi sorpassa a velocità di curvatura. Un trenino di modernissime GS con un Multistrada a chiudere. Un trio ultraveloce che divora il breve tratto dritto in un lampo.
Ok, ci sono abituato. Potrei andare anche io molto più veloce ma mai come "quelli". La strada riprende il suo sinuoso e sensuale andamento e dopo qualhe curva mi accorgo che gli anni luce presi sul dritto diminuiscono a vista d'occhio. Ok, calmo, mi dico, adesso vedono il mio faro che si avvicina e spariscono nell'iperspazio definitivamente. E invece no.
Sempre più vicini. Sempre di più. Aumento il passo ed in un attimo sono dietro al Multistrada. due curve ed è dietro! Mille congetture e pensieri in un momento. Scuse giustificazioni ed incredulità. Rientro nel ruolo subito, il primo GS ce l'ho a portata. In uscita sono molto più veloce. Di parecchio. Non riesco a passarlo perchè la differenza di cavalli è troppa... però anche noi (io ed il LeSPans) abbiamo i nostri piccoli "trucchi". Invece di stargi "appiccicato" lo lasci allontanare un poco e la curva seguente entri forte. Lo affianchi (hai voglia a splancare a quel punto!) ed entri forte frenando tardi (o non facendolo affatto).
Ualà. Anche il secondo è dietro. Poche curve ancora e sono dietro al capofila. Porc! Questo guida bene. Veloce e pulito ci ritroviamo ad andature non esattamente da codice con un effetto elestico tra i suoi allunghi e le mie "non frenate" che mi riportano sotto ad ogni curva.
Ok, mi dico, rifacciamo il giochetto di prima e vediamo che succede. Come da copione (funziona sempre credetemi!) lo lascio andare qualche metro e poi manata di gas in terza piena. Il rumore dei Lafranconi "con l'elichetta" si fa sentire e lo vedo sbirciare spesso gli specchietti. Nervoso, eh?... vedrai che ti faccio alla prossima curva...
L'asfalto rugoso appena fatto offre un grip pazzesco, tengo il motore sui 5000 giri e appena toglie il gas per entrare... zac! spalanco e mi butto dentro! E' un attimo. Lo affianco all'esterno della curva a sinistra e pregusto la prossima destra dove tanto non mi prende più, tanto tengo aperto! Ed è proprio a metà del piegone che tolgo il braccio sinistro dal manubrio come per salutarlo. Onore ai vinti, no? Ma non considero che sono praticamente coi cilindri a terra e che mi tengo su agganciato col ginocchio al sebatoio e cilindro destro (che in effetti comincia scottare un po' attraverso i calzoni) e così invece di alzarsi, sto braccio infame, va verso il basso ed il dorso della mano struscia per un attimo a terra trascinandolo verso dietro. Il guanto si abbassa e mi "gratto" la parte superiore ma giusto un attimo perchè la curva a destra impone di rialzarsi dal piegone e, sempre a gas spalancato (in uscita ero sui 7000 giri!), tuffarmi nel tripudio della vittoria con i tre fari che appaiono già più distanti negli specchi.
Rallento, tenendomi sulla destra, e li lasciop assare alzandomi la mentoniera del casco modulare. Preparo uno dei migliori sorrisi e... i due col GS passano guardando ostentatamente dall'altra parte ed il Multistrada, del quale non ricordo un singolo particolare, solo che era rosso ma con il pilota con due occhi sgranati dietro la visiera grandi come quelli di uno struzzo (notoriamente tra i più grandi del mondo animale) che ci squadrano increduli.
Vediamo però come ricordo, a mente freddam che sia davvero andata
LA REALTA'
Tutto combacia a quanto successo sul rettilineo e all'avvicinamento del veloce trio. Anche il trucchetto di ritardare l'entrata in curva è esattamente quello che è successo ma ripensandoci a mente fredda, non saprei dire se fossero italiani o stranieri, se i caschi erano colorati o a tinta unita, se avevano la tuta di pelle o guidassero in tanga ed infradito. Ero così concentrato sull'emozione, sul dimostrarmi ancora una volta che potevo fare "certe cose", che sapevo ancora guidare che tutto era come sfocato. Nitido agli occhi ma sfocato nella comprensione di quello che vedevo.
Il Multistrada vabbe', porello, andava davvero piano in curva (secondo me, ovvio) mentre il primo GS era di poco più veloce ma poco poco e non è stato difficile. Ah, ma il primo no. Quello era bravo e ho provato un misto di ammirazione e fratellanza motociclistica che però rappresentavano un ostacolo. Dovevo passarlo per vedere se ero ancora capace di andare davvero forte. Chissà che m'ha preso. Una cosa stupida ma al tempo stesso prorompente, una parte di me dice ma che ti frega, se poi cadi, se li fai cadere...e poi una cazzo di vocina sempre più forte che prima sussurra - scala, dai metti la terza - e poi melliflua mi avvolge col tono di voce che sale - apei, forza apri! dai, 4000, 5000 giri... ecco così - ed infine urla nella mente ormai in balia della "vena che s'è chiusa" - spalanca quel cazzo di gas! buttati fuori Porc... e non frenare... no! leva quel dito dalla leva cazzone! Levalo! - e come in un film a rallentatore mi butto "curvando con folle abbandono" con la parte coscente che urla anch'essa - adesso cadi coglione! ti parte davanti e ti spiaccihi sulle rocce a bordo strada, deficiente!- ed infine quel tentativo di gesto. Forse era più per chiedere scusa di averli, probabilmente, messi in pericolo e di un comportamento, credo, più da pista che da strada... con la punizione finale di non essere riuscito (come avrei potuto? Il braccio sinistro, io?) a controllare il movimento ed aver davvero rischiato tanto di essere sbilanciato verso "dietro" quando la mano ha strusciato a terra e cadere in velocità.
Ecco. Questo è quanto.

Avventato? Si e non poco.

Però ce l'ho fatta.

Mi sono preso un rischio esagerato e alla mia età l'avrei pagata cara.

Ecco, esatto "avrei"... ma non l'ho pagata, e ho pure vinto.

Ormai verso i 63 questi sono gli ultimi colpi di una vecchiaia che avanza e la voglia di non arrendersi. Cosa pericolosissima e dai grandi e spropositati rischi.

Non solo ce l'ho fatta ma "dopo" guidavo decisamente più veloce, più sereno e più conscio delle mie capacità in totale sicurezza.

Leggenda e realtà. Forse un po' di tutt'e due.


Nota:
La leggenda narra anche che da sabato mattina, su Subito.it, ci sia un annuncio di vendita di un GS che dice: vendo GS 1200 nuovo, pochi kilometri a 600€ o cerco scambio con Guzzi SP, più lauto conguaglio.

Nota2:
...e poi mi sono svegliato tutto sudato...
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Scurzon »

Vladimiro ha scritto: mer giu 08, 2022 7:10 pm
CONTROLLATE SE VI HO DATO IL POSTO GIUSTO PER IL "GRUPPO" DI CONSEGNA!
...e guardate anche chi conoscete per lo stesso motivo...

Maruzzo Flaviano MILANO
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Flaviano sta a Varese e io sarei il suo contatto
per me le nostre si possono consegnare a Roxana che (come ha proposto nella chat in WA che però per me è un po' complicata da seguire) poi le porterebbe a Fiorella a Mandello. Da lì un modo per recuperarle lo troveremo ;)
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da nedo »

Vladimiro ha scritto: mer giu 08, 2022 10:48 pm Mano e guanto.jpg

Leggenda e realtà
Chissà cosa si nasconde davvero nelle tante leggende che sentiamo, quanto c'è di vero e quanto viene, magari, gonfiato passando di bocca in bocca. Quanto viene gonfiato di proposito e quanto è frutto di un esgerazione in buona fede, magari solo per rendere più interessante la storia.
Ecco quello che ho "combinato" io... prima che la leggenda si gonfi troppo.

LA LEGGENDA.

La Desulo Fonni ...
minkia Vlad! io sono contento di non aver fatto strada con te (a parte qualche curva a Norma anni fa)...perché il mio super IO che controlla la follia, sarebbe andato in tilt con conseguenze che non oso immaginare
tre settimane fa ero sulla Desulo >Fonni anzi sulla Fonni Desulo...con tre amici fermoni - ho ben presente la strada ed il lungo tratto riasfaltato da poco- F A N T A S T I C O
ho mollato i miei amici a Fonni e sono partito destinazione benzinaio Is Cubas...anch'io curva dopo curva sempre meglio, sempre più ispirato, sempre più in sintonia a velocità ampiamente fuori codice pensavo "quale strada migliore per una gloriosa fine del motonauta?"
a differenza tua però, nessuno mi ha ripreso e sorpassato, che vorrà dire? :rollin

nota di nedo: a Is Cubas ho avuto il tempo di bermi una birra offerta da un amico sardo in attesa dei tre partiti con me (vabbé loro vanno piano piano piano)...
r a m a g u s s i
https://www.youtube.com/watch?v=Qi75P9_lGN0
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da rugi56 »

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va bene dai govoni che per il ritiro mi organizzo
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da rugi56 »

Vladimiro ha scritto: mer giu 08, 2022 10:48 pm
io tutte quelle cose che hai scritto li dentro non le faccio, non ne sono capace,e non me la sento,
se qualcuno mi arriva dietro tutto invasato,
tolgo gas, mi faccio da parte e li lascio andare,
:-( :-( :-( :-( :-( :-( :-( :-( :-( :-(
va be, io ho ancora i piruli della vergogna sulle spalle delle gomme
:crying: :wall: :wall:

c'è da dire però che faceva un caldo fotonico, guidare con 35 gradi vestiti di tutto punto, sentendo che anche l'aria ti dava fastidio,
penso che non ti lasci il piacere di assaporare le strade che ci sono li,
(mulattiere a parte, che il cazzone di navigatore ti fa fare dopo che si è perso, dato che la connessione non la trova nemmeno con il lanternino)

ahhh le belle cartine geografiche di una volta, o quelle stampate dal sito, più più volte perchè fino all'ultimo ti cambiano i percorsi sti sfaccendati di organizzatori, e poi mica ti danno il giro più semplice o breve nooooo, ti devi fare 5 ore di moto per 170 km

:moderator: :moderator: :moderator: :moderator: :moderator:
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Gonares »

5 ore?? Sagerato!! :aaah: :aaah: ahi ahi Rugi
Di la verità, dillo che ti sei perso, che te la sei presa comoda, che ti sei fermato più volte e per la birra, il gelato,
guardarti i panorami, fare le foto ......... :rollin :rollin :rollin
Sappi che i percorsi li modificava google a proprio piacimento. Poi Shokato ha trovato le chiavi della quadra e i percorsi giusti erano disponibili per tempo.
Se ti piacciono così tanto le cartine perché non te le sei stampateeeeennnnn? :D :D
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da rugi56 »

Gonares ha scritto: ven giu 10, 2022 11:03 am 5 ore?? Sagerato!! :aaah: :aaah: ahi ahi Rugi
Di la verità, dillo che ti sei perso, che te la sei presa comoda, che ti sei fermato più volte e per la birra, il gelato,
guardarti i panorami, fare le foto ......... :rollin :rollin :rollin
Sappi che i percorsi li modificava google a proprio piacimento. Poi Shokato ha trovato le chiavi della quadra e i percorsi giusti erano disponibili per tempo.
Se ti piacciono così tanto le cartine perché non te le sei stampateeeeennnnn? :D :D
no no nulla di tutto questo, ho fatto il diretto
(per modo di dire, 2 ore in mezzo ai monti della sardegna è tutto dire)
ma ho notato che se si è fortunati la media oraria e di 40 km quindi
170 /40 4,30 se si mette in conto che sicuramente ci si perde le 5 ore ci stanno
sai cosa, che sono 66 e cominciano a farsi sentire sulle lunghe distanze,
e poi faceva trooopo caldo
al ritorno ho fatto cala/olbia per la ss 125 orintale sarda in pantaloncini corti e maglietta, e comunque l'aria dava fastidio

per le cartine?????? stavolta mi sono fidato della tecnologia
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Gonares »

rugi56 ha scritto: ven giu 10, 2022 7:50 pm
Gonares ha scritto: ven giu 10, 2022 11:03 am

per le cartine?????? stavolta mi sono fidato della tecnologia
A questo proposito: Mi sai dire quando hai scaricato i percorsi, come e dove?
No, perchè se li hai scaricati sul cell dopo l'ultima pubblicazione é un conto se li hai scaricati prima si é sicuramente incasinato tutto.
Per il come:
Per scaricarli da google al cell c,é una procedura semplice che ti fa copiare il link. Se invece fai il classico copia link e incolla é possibile che qualche casino te lo crei.
Il fatto che alla partenza da Buddusò molti si siano ritrovati sulla strada per telti mi fa pensare
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da rugi56 »

ho usato quelli postati, su wozzap, ma amio avviso erano un po incasinati, comunque vista la situazione poi ho impostato io ed ho seguito qulli
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Vladimiro »

Ah, la Sardegna! Terra stupenda a forma di isola al centro del Mar Mediterraneo. Un paradiso dal mare cristallino e spiagge bianche, rosa, a chicchi di riso, sassolini o anche scogli su cui le onde si infrangono con grandi spruzzi bianchi che si stampano sul cielo blu.
Ma anche di colline che corrono seguendo la costa e che si alzano al centro fino alla Barbagia e poi il grande Gennargentu coperto di verdi ed ombrosi boschi. Dove la vegetazione dirada odore di mirto e querce da sughero spadroneggiano lasciando, a tratti, lo spazio a zone aride e secche dove grandi rocce spuntano dal terreno come messe lì apposta da giganti.
Una terra magnifica dove l'evoluzione dell'uomo, affinandosi in milioni di anni, ha creato i sardi. Perfetti padroni di questa terra dalle mille facce, bellissime ed uniche.
I sardi così isolati e lontani per secoli, con l'umana necessità di doversi vedere e sentire, di incontrarsi e commerciare, di portare greggi al pascolo ma anche le loro merci verso i porti , magari governati dalle potenze che nei secoli hanno dominato il Mediterraneo, hanno creato una fitta rete di tortuosi sentieri che nel tempo sono diventati viottoli, poi strade per i carri, poi vere e proprie vie di comunicazione che ai nostri tempi abbiamo coperto d’asfalto seguendone il percorso originale o, come nel caso della SS 128 Centrale Sarda, adottandone la stessa filosofia.
Il risultato, magnifico ed unico, è il tortuoso dipanarsi di strade che sposano l’andamento della terra con un incessante andamento, sinuoso e sensuale, di un perenne snodarsi di asfalto perfetto, particolarmente rugoso e senza buche, che mal si sposa con turismo automobilistico, con l’ovvio risultato, di confinare il turismo di massa sulla costa, lasciando l’entroterra libero dal becero traffico del villeggiante trattenuto nel tritacarne costiero dell’industria alberghiera.
Tutto giusto e tutto sbagliato, ma alla fine le opportunità, per chi ha voglia di scoprire le bellezze e la storia sarda, trovano ampio spazio in questa terra sospesa nel tempo. In fin dei conti basta sapersi muovere.
Lungi da me voler fare (o poter fare?) un’analisi socioeconomica, decisamente fuori luogo, ma lo sconcertante e meraviglioso risultato è che un “banale” mezzo come la moto si rivela l’arma totale nel muoversi agilmente, e con grande soddisfazione, alla scoperta di microcosmi abitati da personaggi incredibili che hanno fatto della qualità dei loro prodotti il proprio stile di vita. Lontani dalla frenesia del consumismo e liberati dalla schiavitù della grande produzione destinata ai grandi mercati, offrono odori e sapori dimenticati nella completa autonomia derivata dal “tutto fatto in casa”.
Così abbiamo conosciuto Badu e Honne. Chi c’era sa di cosa parlo e a chi non c’era non saprei come spiegarlo. Nel caso non vi resta che prendere il primo traghetto ed andare ad Ovodda per vedere di persona.
Nonostante la notte passata in nave, l’avvicinamento a quest’oasi di stile di vita e di “cose buone” si è rivelato piuttosto “movimentato”.
117 persone e 88 moto ferme al distributore Pischedda a Buddusò, sbarcate ad Olbia quella stessa mattina, si incontrano, ed è un tripudio di baci e abbracci, di battute e di aggiornamenti di vita, che i due anni di lontananza forzata rendono doveroso, tra chi condivide non solo una passione ma anche un mai sopito piacere nello stare assieme. Più una riunione di famiglia tra parenti lontani che un motoraduno. Ed è con questa atmosfera che la lunga colonna di moto parte in ordinata e lunghissima fila indiana, seguendo i fratelli sardi che fanno strada… nella direzione sbagliata.
Dopo qualche sosta, con relativo assembramento di moto, che sembrava di stare a Jakarta all’ora di punta ed il continuo confabulare degli apripista, in cui tutti riponevamo la massima fiducia visto che “giocavano in casa” senza contare le decine di link, di codici qr e di messaggi sui percorsi postati sui social, qualche dubbio cominciava a serpeggiare.
Ah, Gonario, Massimo, dove siete? Sapete bene cosa succede ad un gruppo di più di cento cellulari quando simultaneamente si aprono i navigatori con le indicazioni per raggiungere la stessa destinazione, vero? Esatto, cento direzioni diverse! Infatti, esauriti i canonici est, ovest, nord e sud ed incredibilmente anche i su e giù perfino le direzioni puramente quantistiche vengono saturate da gruppi di motociclisti che al seguito del primo che grida “la so’ io la strada!” si disperdono in un attimo.
Per mero calcolo statistico, sicuramente, qualcuno avrà seguito il percorso “giusto” ma, come nel mio caso, il navigatore che avevo attivato, mi consiglia la strada “veloce” che decido di seguire sacrificando una bella dose di amabilissime curve, sperando di rifarmi nel dopo pranzo, visto che viaggiamo tutti con le moto cariche e chi non è da solo anche col passeggero.
E’ stato così che ci buttiamo a capofitto, e ad alta velocità, nella piaga biblica delle cavallette. Presa la SP 33 (credo, perché a causa del maledetto nugolo, ho buttato un occhio al navigatore giusto il tempo di verificare che stessi seguendo il percorso giusto) ci dirigiamo verso la piana di Ottana, brulicante in questo periodo di miliardi di insetti saltellanti che, al nostro arrivo (ero in testa col mio bel navigatore acceso), si sono alzati tutti insieme in una nuvola ronzante ed io, come in un cartone animato, a detta di chi seguiva, ci sono entrato sui 120 km/h lasciando un buco nel mucchio con la mia forma. Nella decina di chilometri seguenti, con la mia Titti rannicchiata dietro di me che le cavallette proprio non le sopporta, ben tre ondate sono state “sforacchiate” dalla colonna dei malcapitati che mi sono portato dietro.
Il caldo torrido che ci ha oppresso fin dalla mattina ha cominciato ad attenuarsi appena usciti dalla piana in direzione Olzai/Tiana e solo gli ultimi chilometri fino ad Ovodda ci hanno solo parzialmente ripagati della brutta esperienza.
Ad Ovodda cerchiamo la strada per Badu & Honne e per non farci mancare niente ad un incrocio, mentre cerco di fare inversione dopo aver mancato una svolta, perdo l’equilibrio e, praticamente da fermo, cadiamo. Niente di grave se non l’orgoglio ferito ed anche il fatto di essermi trovato a terra come “un cane morto” (a zampe per aria). Purtroppo, si piega la pedana e le marce entrano male ma riusciamo ad arrivare nella favolosa “terra di mezzo” da Badu e Honne.
Ad accoglierci un bel prato col l’erba appena tagliata che sa di fresco con l’ombra di alberi e un rinfrescante vino bianco ghiacciato. Questo è tutto quello che vedo appena arrivato, poi alzo gli occhi e le mura in pietra del ristorante con le ampie vetrate ed una moltitudine di motociclisti che si esibiscono in spogliarelli di giacconi e stivali, calzoni e caschi per una liberazione dal caldo torrido anche se siamo a 1000 metri di quota.
Non ho voglia di parlare del pranzo. Per quello ci sono i social con i milioni di foto postate per far vedere piatti e portate di ogni genere. L’unica cosa che posso dire è eccezionale. Dal primo ai biscotti dolci finali è tutto fatto in casa. Gli affettati e le carni vengono dall’allevamento, le verdure dell’orto, la pasta fatta in casa col sugo stratosferico, ed Alessandro, Antonio, Giuseppina affabili, simpatici e di spirito. Davvero un’esperienza notevole è stata sentire le loro storie fatte di fatica ed impegno nel produrre a km. zero più cose possibili, offrendole con semplicità a noi “cittadini” ormai abituati alla spesa nel supermercato. Riscoprire certi sapori è stato incredibile. Solo a parlarne mi viene voglia di riprendere il traghetto e ripartire… magari stavolta riuscirei anche ad evitare le cavallette…
Stefano, poi, mi aiuta a sistemare la pedana con metodi “poco ortodossi” (piede di porco ed un tubo di ferro) ma funziona così bene che non solo ci siamo tornati a casa… ma non lo tocco proprio più visto che va meglio di prima!
Btw, come dicono gli inglesi, ripartiamo verso Cala Gonone. La stanchezza e la fatica, sempre accompagnati da un gran caldo, si fanno sentire e a parte il fresco tratto tra Desulo e Fonni ci trasciniamo per Mamoiada verso Oliena e poi Dorgali, sfiniti e disidradati, rigorosamente in gruppetti sparsi.
Dorgali, un breve tratto della ss125, il tunnel a sinistra ed all’improvviso, come una schioppettata, ecco il mare laggiù in fondo ed il centro abitato tutto circondato da boschi. Una vista davvero mozzafiato, senza contare che per “scendere” la strada è ancora piena di curve. Le ultime per oggi, spero, perché non ce la faccio più.
Giunti al Resort Club Esse Beach di Cala Gonone sembra ormai fatta ma alla Reception ci attende una lunga fila per l’assegnazione delle camere. Ma come, mi hanno chiesto luogo e data di nascita per il check-in accelerato e facciamo la fila? Vado subito da Giacomo, il direttore, che in attimo accelera il processo e mi investe, da quel momento, del ruolo di “Capogruppo” che sento un po' come il ruolo del capoclasse, in pratica qualsiasi cosa combinino quei 115 monelli sarà responsabilità mia! Forse perché non sanno quello che di solito combino io…
La sistemazione è gradevole, la stanza ed il bagno puliti e l’aria condizionata funziona. Solo un persistente odore di “chiuso” (che non andrà mai via del tutto) testimonia l’inattività forzata di questi anni, altra cosa è, invece, la cena. Il selfservice dalle 19.30 alle 21.00 (ma che siamo a mensa o in vacanza?) si rivela un vero e proprio “carnaio”. Avevo pattuito col Club Esse di avere tutti i tavoli vicini per il gruppo di Anima Guzzista, invece, siamo sparsi su varie sale mescolati con altre centinaia (!!!) di persone. L’assalto ai vassoi, sistematicamente già saccheggiati e ai “desk” per i cibi cotti su richiesta rendono l’idea del “chi primo arriva meglio alloggia” come se non avessimo tutti gli stessi diritti (e servizi) visto che paghiamo come gli altri. Insomma, più un tritacarne umano che stride non poco col bell’ambiente esterno con la grande piscina e i bei viali alberati che si percorrono tutto il villaggio. Scopriamo anche che il bar ha prezzi degni di Portofino (uno Spritz, al pari degli altri long drink) costa 8.50 €! …comincia a frullarmi per la testa una delle mie idee da monello per l’open bar del sabato sera… ma vedremo più avanti come è andata a finire.

Dopo cena, come usanza vuole, si parte con le tradizioni di AG: Tutti da me per lo Sciupafemmine! Così vi prendete anche la maglietta dell’Incontro!
Ah, se non ci fossero Titti, Francesca ed Elena come avremmo fatto? Con grande spirito di abnegazione controllano taglie, nomi e le immancabili richieste di poter cambiare misura perché “questa mi va stretta!” ma non siamo da Zara o Decathlon! Nella nostra camera con i letti invasi di magliette e la fila fuori alla porta in attesa del proprio turno il logo dell’Incontro di Primavera comincia ad apparire sul petto dei partecipanti. Grandi! Brave ed infaticabili distribuiscono a più non posso mentre sulla piccola veranda fuori la porta… zuccherino nel mestolo pieno di sciupafemmine! Vai, apri la bocca e giù! Mastica bene e assapora le amarene che da due anni fermentano nel vino con cannella, chiodi di garofano zucchero ed alcool. Hic!
Vado a letto ridotto uno straccio. Mi fa male tutto. Scopro muscoli indolenziti che non sapevo di avere e solo una bella Tachipirina mi aiuta a prendere finalmente sonno.

Il venerdì mattina si riparte ma molte ragazze (io le vedo sempre così nonostante gli anni che passano) decidono di passare la giornata al mare. Ok, oggi si viaggia leggeri e da soli. Ci sarà da divertirsi,
Il giro previsto per arrivare ad Aritzo da Nicola S’Iscriscione prevede un lungo e strepitoso percorso. 177 km di curve e paesaggi fantastici (molti li ho già visti le altre volte che sono stato in Sardegna) ma complice una stanchezza residua del giorno prima, propongo ad altre Anime un percorso di “soli” 130 km con tratti veloci e più scorrevoli. Così partiamo in una decina alla volta di Dorgali/Mamoiada/Fonni/Desulo/Aritzo…
Il caldo la fa ancora da padrone ma l’aria è ancora respirabile questa mattina. La disidratazione, vero nemico del motociclista, non ci preoccupa ed in poco tempo sfuggiamo alla morsa del sole che si alza nel cielo tuffandoci nella tortuosa strada che salendo ci porta tra boschi.
Abbiamo attraversato le porte del Paradiso.

L’asfalto rosa verso Fonni (misto al granito sardo che ne dà il colore così particolare) contrasta col la luce radente del mattino che fa risplendere di un incredibile verde intenso la vegetazione e gli alberi lungo la strada si stagliano sul blu intenso del cielo che fa da sfondo. Viaggiamo dentro un film, dai colori saturi e contrastati.
La guida sciolta ritrova automatismi mai del tutto dimenticati e l’andatura si fa veloce in una danza che scandita dal respiro e dal movimento del corpo vola tra le curve. Magnifico orgasmo motociclistico con il motore che ronfa sornione mentre la Guzzi ondeggia in traiettorie tonde e fluide dagli angoli di piega di tutto rispetto. Si frena poco, lasciando scorrere la moto, e l’occhio indugiando tra il magnifico panorama e gli specchi, dove appaiono le luci di chi segue, già cerca l’uscita della prossima curva.
Guidare qui in compagnia, è uno strano rito dove le parole non servono ma tutto viene ugualmente detto, lo testimonia la luce degli occhi degli altri quando ci si ferma alla prima sosta. Poche parole e sguardi brillanti pieni di soddisfazione e sorrisi appena accennati appaiono sui volti appena tolto il casco. Davvero appagante! Già so che l’emozione di questi momenti ci legherà per sempre e che negli anni si rifarà viva nei futuri discorsi ed incontri nella tacita complicità di chi ha fatto qualcosa di così bello insieme.
Arriviamo ad Aritzo e ad accoglierci c’è una piazza con alti alberi, la fontana dall’acqua freschissima e tanta ombra. Il selciato è coperto da una tavolata immensa sotto a tre gazebi bianchi e giganteschi. In un attimo più di cento moto (non ci siamo solo noi!) riempiono la piazza e sale il vociare di chiacchere, risate e qualche pinta di birra fresca gira tra i tavoli.
Come ho già detto non ho voglia di soffermarmi sul pasto, anche se, anche qui, gli affettati ed il cinghiale sono superlativi. Purtroppo, i gazebi restano fuori dell’ombra degli alberi e si trasformano in un attimo in grandi forni all’aperto dove restare seduti ai tavoli ci impone grandi bevute di birra o acqua, per i più lungimiranti, visto il ritorno “guidato” in moto.
Non credo nemmeno che sia il caso, in queste righe, di soffermarmi sulla leggenda “della mano strusciata a terra in curva” visto che ho già condiviso un piccolo report a riguardo. Sicuramente sarà un episodio che ricorderò per tutta la vita (ovviamente da raccontare sempre più ingigantita ad amici e nipoti) e che alla fine mi vedrà autore di sorpassi “all’esterno” addirittura a campioni di Moto GP!
Anche il venerdì volge al termine. Rientro al resort. Doccia defaticante e rinfrescante. Titti rientra dal mare che pare un gambero. Un po' di relax in veranda all’ombra. Tutto secondo copione. Poi la cena al tritacarne e serata, per fortuna, si prosegue di nuovo a consegnare magliette e a bere Sciupafemmine con tante risate e l’atmosfera giusta per “ricaricare le batterie” assieme ad amici che vediamo sempre troppo poco.

Il sabato è il gran giorno del concerto della Guzzisti Liberi Blues Band. Passiamo la mattinata nel resort e più volte devo scendere in direzione per far aggiungere qualche pernottamento a chi chiede di fermarsi un giorno in più o ha qualche problema col frigo in camera (magari se avesse controllato prima se la spina fosse stata attaccata…) “ciondoliamo” tra la camera ed il bar per un aperitivo.
Nel frattempo, l’idea da monello che mi era frullata per la testa due giorni prima, prende corpo. Con il grande aiuto di Francesca, Goffredo, Rolando ed Elena mettiamo su il piano di battaglia. Avevo già parlato con il direttore per l’open bar, gestito direttamente dal Club Esse (così ci era stato proposto), e ci era stato concesso solo il 20% di sconto sul listino per mezzo della famosa “carta” da caricare come Anima Guzzista. Come si può facilmente immaginare, con i prezzi del listino, ne avremmo avuto ben poco e forse nemmeno per tutti.
Il caso ha voluto che durante la “chiaccherata” con Giacomo, in una riunione al bar venerdì sera, alla presenza anche di tutta la band per decidere dove tenere il concerto – bar o anfiteatro – e di conseguenza come gestire l’open bar, è venuto fuori che avendo entrambi giocato a rugby da giovani (sic!) abbiamo molti amici e conoscenze in comune ed all’improvviso… tàc! Tutto risolto. Siamo liberi di organizzarci come vogliamo senza però sventolare la cosa ai quattro venti.
Quindi, la mattina seguente, come dicevo, i Corpi Speciali di AG, nel più assoluto segreto, partono alla ricerca di un supermercato, con la mini prestata da Lucia, e si procede all’acquisto di ben sette, no, dico… sette borse frigo! E poi coca cola, rhum, acqua tonica, gin e casse di birra. Nel pomeriggio si tornerà poi a comprare del ghiaccio.
Concluso l’acquisto dal pusher, ci spartiamo i beveraggi tra i frigoriferi delle camere in vista della serata imminente. In seguito si tornerà, in moto a comprare il ghiaccio, e mentre vado a provare con la band, la nostra camera si riempie di borse frigo piene di cubetti gelati e bottiglie a non finire. Siamo pronti all’azione!
Per cena ci vengono a trovare Gonario, Paolo e le rispettive sante donne che li sopportano (mogli). Una piacevole parentesi nel caos del tritacarne dei Guzzisti storici degli albori del forum e di AG (assieme ad Alessandro), che però devo lasciare quasi subito per il make-up dovuto ad ogni rockstar che si prepari all’esibizione in un concerto (ho esagerato solo un po', dai!).
Alla serata, credo, c’eravate tutti e a chi non c’era, al solito, Fottitiiiiii!
Purtroppo con l’aria condizionata, alla quale non so resistere quando fa così caldo, ho avuto un abbassamento del tono di voce che al confronto Barry White sembrava un soprano, ed in brani come Je c’ho a Guzz’ o Jailhouse rock mi sembrava di parlare più che cantare, con la voce di Alfredo Cerruti degli Squallor.
Finito il concerto, pagato il service per l’amplificazione e strumenti, un grande grazie ancora a Franco per l’eccellente qualità del risultato, il mio compito di Presidente, ufficialmente, termina. Di solito mi rilasso e vengo ubriacato dai fratelli sardi che fino ad allora ho dovuto trascurare (troppo pericolosi) dovendomi occupare di pagamenti, fatture e cazzi vari. Ma stavolta no, me la sono goduta per ben 15 minuti! Poi sono andato dalle spettacolari ragazze che hanno mirabilmente gestito il nostro open bar (standing ovation per Marcella, Francesca, Titti ed Elena!) ed ho trovato la mia dolce metà che finalmente, dopo 30 anni di convivenza e davanti a testimoni, mi è crollata tra le braccia dicendomi “Portami a letto!”. Un figurone!
Domenica sveglia con comodo (le 6.30), colazione, un’ora dopo (!!!), e decidiamo di trascorrere la giornata in panciolle al mare con gli amici. Ahhhhhhh. Relax. Ombrellone e sdraio. Un bel bagno nell’acqua bella fresca (ma solo all’inizio). L’immancabile sfilza di continue battute e tanta allegria con gli altri con cui passiamo la giornata. Da ricordare l’animazione del Club Esse in spiaggia che invita Titti in un torneo di bocce (gli ha fatto una faccia che non ha insistito!) ed Umberto che vince la gara di tiro in porta di tacco… che vince? Lui? L’uomo con i piedi fulminati? (così si è definito dopo). Però i fatti restano e le illazioni volano, così la vittoria di Umberto di un aperitivo al bar del resort entrerà negli annali storici di AG. Passerà, comunque, il resto della mattinata a sventolarci sotto al naso il buono per l’aperitivo vantandosi del risultato e descrivendo, con dovizia di particolari, l’esecuzione perfetta del fatidico tiro (mentre scrivo continuo a ridacchiarne da solo sotto i baffi al solo ricordo!).
Pranzetto di pesce in un ristorante vicino al porto e pomeriggio sul lungomare, ai tavoli di un bar per delle seadas ed un caffè, sempre contraddistinto dall’atmosfera leggera e piacevolissima carica di battute e tante chiacchere. Perfetto? No…non ancora! In serata cena, sempre di pesce (siamo in vacanza anche noi. No?) al ristorante il Banjio, sempre sul lungomare di Cala Gonone per un esperienza travolgente. Pesce a parte, ma pescato “qui di fronte” il resto è più possibile a km zero. Vino, pomodori e ortaggi per i condimenti, le aromatiche… assolutamente favoloso e poi… ah, e poi… mammamia quella tagliata di tonno! Grande quanto e più di una bisteccona, da una parte all’altra del piatto, appena scottata e dentro cruda. Oddioddio… mi riviene fame! Con quei piccoli pomodorini dal sapore incredibile e poi il fil’e ferru fatto in casa che alla fine, come dice Goffredo: gjhòkgbv treltgds chgrwal… ecco. Adesso è perfetto. A letto che domani si parte!
Lunedì triste. Come tutte le cose belle anche questa volge al termine (detta proprio come frase idiomatica scontatissima) con un velo di malinconia (aridajie!) e lo stomaco chiuso che non hai nemmeno fame (e basta, dai!)
E invece no! Alzato alle 6.00, monto la telecamera sul LeSPans, casco, giubotto e guanti e via! Sulla 125 bella sgombra a fare un filmato che mostri l’allegro motociclista ingarellato tra le curve magiche dell’Orientale sarda.
Oh, nessuno è perfetto, eh? Sarà stata l’ora o che non avevo ancora preso il caffè, fatto sta che devo aver toccato qualche regolazione ed il filmato delle mie “prodezze” (poi nemmeno tanto) viene decisamente sovraesposto. Tanto sovraesposto che non vale nemmeno lo spazio occupato sull’hardisk… così imparo a non portarmela dietro venerdì. Ecco.
Poi colazione, dove mi sono mangiato sei cornetti per consolarmi del filmino venuto male, saluti, abbracci e stavolta si, un po' di tristezza. Però una volta saliti con i compagni di viaggio per Olbia stavolta ci siamo proprio goduti, ad andatura più che turistica, l’Orientale Sarda con i suoi continui cambi di panorama. Sosta per un birrino defaticante e volata fino a Golfo Aranci! …perché il nostro goleador di tacco aveva nel frattempo sentito quel miscredente di Maurizio che gli aveva detto che lì Emanuela avrebbe potuto assaggiare dell’ottimo porcetto. Perdindirindina! (oggi sono buono) nemmeno alle elementari! Infatti il porcetto non c’è e ripieghiamo su una pizza/birra buonina (l’ho detto che sono magnanimo, no?). Tanto per non rendere quest’arrivederci a questa terra meravigliosa più difficile del dovuto, seguiamo le indicazioni di Grandi Navi Veloci che dice “dovete essere qui alle 19.00 perché sennò col cavolo che alle 22.00 partite!”. Siamo restati quasi due ore fermi sotto al sole, disidradati dal vento, senz’acqua e con la pizza che ci aveva messo una sete infernale.
Il resto è il classico arrivo, sbarco e “tutti fermi al primo bar per fare colazione!”. Altre due chiacchere , abbracci baci, sempre sinceri e sentiti, e via! Verso nuove più avvincenti avventure! Cioè casa.

Sipario. Applausi e titoli di coda in ordine sparso:

Grazie a tutti per esserci stati. Ci voleva proprio dopo due anni di fermo!
Un grandissimo grazie a Beppe Braga per il massaggio che mi ha “sciolto” la schiena davvero indolenzita e bloccata.
Un grande abbraccio a Salvatore Tore Sechi ed ai suoi bellissimi figli. Colgo ancora l’occasione per una carezza alla fidanzata! E’ sempre un gran piacere vederti!
Avrei voluto passare più tempo con Gonario e Paolo ma organizzare un Incontro di Primavera lascia sempre troppo poco tempo libero. Spero di rincontrarvi il prima possibile. E poi, ormai, ci sono i social, no! Un grande grazie Gonario per i percorsi ed il tempo che ci hai speso. Oltre alle strade le tante preziosissime informazioni sono state davvero la ciliegina sulla torta.
Un grande abbraccio ad Alessandro Rotondo Soriga. Alessandro mio, vederti guidare di nuovo sciolto e tranquillo in sella al tuo V9 ecco… è stata davvero una bella cosa. Ah, dimenticavo, guardami pure come vuoi, tanto lo so che mi vuoi bene!
Tanto Amore Cosmico e bisogno di fare più strada assieme! Ad Alessandro Derudas, Vanni Cossu e Stefano Quaglia Veloce Morittu. Grazie per tutto il tempo speso a cercare ristoranti (tanto lo so’ che ve li siete provati tutti alla faccia mia, infami!) e provare percorsi. Per il “gancio” col Club Esse e la gioia che mi date quando vi vedo.
Ai bergamaschi Luigi, Ivano, Giovanni e Massimo e anche al Bertulètti! Un grande abbraccio e ricordo sempre con piacere quando ci facemmo assieme quei bei “pezzetti” assieme proprio qui in Sardegna! (era il 2008? Mammamia!)
Un grazie grandissimo a tutti i sardi Massimo Zara (simpaticissimo e gajiardo, che si è dato da fare non poco!), Andrea, BadueHonne, Nicola S’Iscriscione, Franco del service per la GLBB, Marco e Anna, Giuseppe, Giacomo, Sergio. Purtroppo non ce la faccio mai a conoscervi di più e meglio, quindi sappiatelo, è colpa vostra se dovrò ritornare per colmare questa lacuna!
Gianluca ed Emanuela incredibili, simpatici, gradevolissimi. Dobbiamo assolutamente rivederci!
Un abbraccio a Silvano e la sua prima volta in Sardegna!
Un altro a Gaetano catapultato in questa banda di matti che spero davvero continui ad essere dei nostri.
A quelli di Roma, Castelli, burini delle parti mie e di Latina non li cito nemmeno che tanto per noi è facile rivedersi, al massimo passate al lavoro da me per un caffè! Uniche eccezioni sono Darina che finalmente si è decisa a salire sulla moto con Claudio. Dajie Dari’ non smettere più!... e Gianni Cesaroni che non vedevo da troppo tempo. Che bello rivederti Gia’! …s’annamo affà ‘na tartiflette?
I leggendari e mitici Tatiani, col camper e moto al seguito! …e il prosecco che s’è portato dietro Piero? E il pezzetto con Piero sul V11 a scendere dalla galleria fino al resort? E Maria che guida per le curve col bobber? Che spettacolo! Mari’, ci vediamo presto se “quellollà” guarisce presto… dai! E poi vi ho affidato lo Sciupafemmine! …oh, guarda che vi controllo, eh? Solo Andrea ed Alessandra possono assaggiarlo!
E Ruggero con Rosanna? E Luigi? Va a finire che ci tocca venire su a noi per rivedervi!
I Milanesi. Gruppo coeso di motociclanti bravini di cui alcuni suonano bene non solo il clacson. A uno, pare fumino anche le palle… Un bacione a Mauro che gli voglio proprio bene. Ecco. …Giacomo ho dimenticato di darti un po’ di Sciupafemmine! Porc!
Un’ovazione ai cerotti di Gnappo. Salutatemi quel debosciato quando lo rivedrete, perché sono sicuro che lo rivedrete, e ditegli che mi sto vantando con tutti del coltello da motociclista. Non lo abbraccio sennò mi eccito.
Rivedere Ciro in moto… Cristian che suona e che si fa grande… Enza mia, ha emozionato me vederlo suonare con noi… Bravissimi e ormai quando si parla di voi in casa è come parlare di parenti, purtroppo, lontani… ma ce la farò a passare a trovarvi prima o poi…
Mammamia, spero di non dimenticare qualcuno, qualcosa, qualunque e comunque tutto il mio amore alle strade sarde. Anche da parte del LeSPans.
Un grande abbraccio a tutti e a rivederci presto, il prima possibile e tenetevi pronti per il 2023!


Vladimiro e Titti

Nota:
È una settimana che vado in giro porgendo la mano sinistra (manco dovessero farmi il baciamano) solo per farla vedere e aspettare che chiedano: Ma che t’è successo?
Per ora sono solo arrivato a sverniciare Mike Hailwood al Tourist Trophy… ma datemi tempo…
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Gonares »

SI!!!! E' proprio così. Il LesPans é grande e VLADIMIRO é il suo profeta !!!!! :look: Ah Pure l'inverso? VLADIMIRO é grande e il lesPans é il suo profeta!
Così?? :look:
:inchino: :inchino: :inchino: :inchino: :clap: :clap: :clap: :clap: :celebrate: :celebrate: :celebrate:
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Pask73 »

Vladimiro ha scritto: dom giu 12, 2022 8:18 pm Ah, la Sardegna! Terra stupenda a forma di isola al centro del Mar Mediterraneo.
....
sto rosicando ulteriormente.... :wall: :wall: :wall: :wall: :wall:

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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Betto »

Vladimiro ha scritto: mer giu 08, 2022 10:48 pm Mano e guanto.jpg

Leggenda e realtà....
Grandissimo Vladimiro! :D
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Re: INCONTRO DI PRIMAVERA 2022

Messaggio da Goffredo »

Buongiorno. Solo per dire che mi sono ripreso dall'incontro di Primavera e ho (quasi) smesso di pensare alla 198.

G.
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